La priorità suggerita dalla diffusa necessità, in ambito scolastico, di collegare insegnamento e ricerca, didattica e percorsi di conoscenza, le nuove modalità di lavoro con le classi, introdotte sia dalle tecnologie digitali, sia dalla prospettiva interdisciplinare, richiedono la messa a punto di sistematici programmi di metodologia della ricerca, relativamente alle diverse discipline che compongono il quadro orario della scuola di ogni ordine e grado. L'aggiornamento dei metodi e degli strumenti di ricerca nelle diverse discipline -in rapida evoluzione nel mondo attuale- comporta una continua revisione, da parte del docente stesso, delle proprie basi di conoscenza. Eppure, dall’introduzione dell’autonomia, il crescente spazio di nuove mansioni di progettualità allargata di cui è investito l’insegnamento, le veloci innovazioni, recepite di volta in volta, e nella loro singolarità, hanno pesantemente spostato il centro di gravità tradizionale della scuola, svalutando gli specifici compiti connessi all’insegnamento e alla relazione educativa. L’inevitabile riduzione dello spazio-tempo da dedicare allo studio delle discipline, nella comunità scolastica, è quasi ovunque accompagnata dalla dilatazione dell’”offerta formativa”, per cui ad una mancanza, si risponde con la saturazione pletorica dei corsi. I mutamenti prodotti dal rapido avvicendarsi dei paradigmi nel modo stesso di fare ricerca, di organizzare lo studio e di comunicarne i risultati determinano oggi la domanda di modelli di intervento didattico capaci di incorporare relazioni più complesse rispetto al passato, senza perdere i riferimenti comuni, la visione d’insieme e le basi di una conoscenza condivisa. Se si considera, solo a titolo d’esempio, il passaggio da una didattica rigorosamente disciplinare ad una didattica inter e pluridisciplinare si vede come la riorganizzazione delle conoscenze, secondo tali prospettive, richieda specifiche competenze, di non facile acquisizione, per cui sarebbero necessari tempi non brevi ed occasioni di studio ripetute. La ridefinizione della didattica va infatti affrontata sistematicamente, attivando esperienze di ricerca e costruzione di percorsi mirati, adatti a destinatari in situazione - e cioè nelle reali condizioni socio-ambientali e culturali delle classi - per cui sarebbe indispensabile che, nell'organizzazione complessiva del piano di lavoro, le scuole destinassero tempi e risorse adeguati a consentire il processo di graduale, progressiva acquisizione, da parte dei docenti, delle conoscenze, degli strumenti, dei materiali, dei comportamenti atti a coniugare e coordinare nello sforzo progettuale comune l'impegno dei singoli. La necessità di riconsiderare la natura degli strumenti culturali, di ridiscutere l'assetto storico delle discipline, per metterne a confronto le possibilità di comprensione critica dei problemi, non può trovare riscontro senza un diretto coinvolgimento dei docenti stessi nella ricerca, in mancanza di un contatto continuativo e sistematico tra scuola ed enti ad essa preposti. L'accumulo stesso dei saperi, l'eterogeneità dell'informazione nel mondo attuale possono trasformare il processo di costruzione e di comunicazione della conoscenza in una realtà opaca, priva di reale consonanza con l’esperienza, se docenti e studenti mancano di criteri comuni di scelta e di selezione ragionata, rispetto ad una quantità troppo grande di materiali disponibili. Per rispondere a queste precise esigenze del mondo scolastico, l’IRRE-Piemonte organizza un dipartimento di ricerca disciplinare e didattica le cui iniziative sono volte a coniugare la dimensione locale a quella sovranazionale dell’insegnamento. Il dipartimento promuoverà quindi il collegamento, in condivisione di obiettivi, tra Università ed Enti di ricerca e formazione italiani e stranieri, in prospettiva europea, non solo per rendere accessibili ai più gli aggiornamenti continui della ricerca condotta a livello locale e nei diversi paesi della UE, ma anche per studiare e sviluppare programmi di studio che coinvolgano direttamente i docenti stessi in quanto titolari di piani di ricerca pluriennale. Periodici incontri di riflessione e seminari divulgativi affronteranno le problematiche relative alla metodologia della ricerca e alle sue possibili applicazioni, con particolare riguardo a quelle aree disciplinari limitrofe che possono essere correlate nella pratica scolastica, senza escludere un primo, sperimentale approccio integrato tra discipline dell’area tecnico-scientifica, discipline dell’area storico-letteraria e linguistico-espressiva. In particolare, si riconsidererà lo studio di discipline come la letteratura italiana, la storia, la filosofia, le lingue nel più ampio contesto sovranazionale, con itinerari di ricerca orientati a far emergere gli scambi e le molteplici interrelazioni che saldano le diverse culture nazionali, seppur nella diversità degli esiti, in un dialogo ininterrotto dalla modernità ai nostri giorni. Individuando, ove rapporti ingeniti lo consentano, metodi di riflessione attenti alle connessioni interdisciplinari, senza trascurare la valutazione degli apprendimenti, si proporrà di educare gli studenti a cogliere la diversità delle scritture e dei metodi conoscitivi di ogni disciplina, come occasione di raffronto tra linguaggi, in un'ottica di disamina critica. Il quadro teorico sarà affiancato da proposte operative finalizzate alla collaborazione fra i docenti, e fra docenti e studenti, affidando ai contributi della ricerca psicopedagogica il supporto per migliorare la qualità della relazione tra i soggetti e per contribuire il più possibile, proprio attraverso l’insegnamento delle discipline, alla formazione emozionale, oltre che alla crescita cognitiva e culturale della comunità. Per le diverse attività si rinvia allo specifico prospetto collegato qui sotto.
PROSPETTO DELLE ATTIVITA'
RICERCA DISCIPLINARE E DIDATTICA Coordinatrice: Marina Spadaro